Mamme in prima linea: potenziato il bonus dedicato a loro | Questi i nuovi importi
Mamma felice con soldi (Depositphotos foto) - www.guidamamme.it
Un nuovo pacchetto di misure punta a sostenere concretamente le madri lavoratrici tra bonus, congedi potenziati e agevolazioni.
Quando si parla di famiglia e figli, si finisce sempre col toccare nervi scoperti. Le difficoltà di chi cresce bambini oggi, tra lavoro, scuola, costi sempre più alti e burocrazia che sembra fatta apposta per complicare tutto, sono note a tutti. Eppure, nonostante se ne discuta tanto, le risposte concrete arrivano sempre a rilento, come se il tema non fosse poi così urgente.
Negli ultimi tempi qualcosa però si è mosso. Le madri lavoratrici sono tornate al centro del discorso politico — o almeno, così sembra. Per anni le misure sono state poche, frammentate, temporanee. Adesso si intravede (forse) un tentativo di fare un po’ più sul serio.
Bilanciare figli e lavoro resta un’impresa. Non importa se fai l’impiegata o sei freelance: il tempo non basta mai, e i soldi nemmeno. Le politiche familiari dovrebbero aiutare a tenere insieme i pezzi, ma spesso sono troppo rigide, o troppo complicate per essere davvero utili. C’è bisogno di strumenti semplici, chiari, pensati per chi vive davvero certe situazioni.
La questione, però, non riguarda solo i soldi — anche se quelli aiutano, eccome. Si tratta piuttosto di una visione più ampia, che riconosca il valore (e la fatica) di crescere figli nel mondo di oggi. Ecco perché ogni novità in questo ambito attira subito l’attenzione. Soprattutto quando si parla di una manovra economica che, sulla carta, mette finalmente al centro le famiglie.
Piccoli segnali che potrebbero fare la differenza
Come riporta Sky TG24, nella Legge di Bilancio 2026 ci sono 1,6 miliardi in più destinati proprio al sostegno delle famiglie — che, sommati a quelli già previsti, fanno circa 3,5 miliardi per i prossimi tre anni. Tra le varie misure spiccano quelle pensate per le mamme: chi ha almeno due figli e un ISEE sotto i 40mila euro potrà ricevere un bonus mensile di 60 euro, esentasse, che viene pagato in un’unica soluzione a fine anno.
Il bonus — che si chiama “bonus mamme lavoratrici” — è valido fino ai 10 anni del figlio più piccolo, oppure fino ai 18 se i figli sono almeno tre. Vale per chi lavora, sia dipendente che autonoma, e la richiesta va fatta sul sito dell’INPS con SPID, CIE o CNS. Un piccolo aiuto, certo, ma concreto, che potrebbe fare la differenza per tante famiglie. Ma non finisce qui.

Più tempo coi figli, più spazio per respirare
Un’altra novità importante riguarda il congedo parentale, che viene potenziato: la retribuzione salirà all’80% per tre mesi, subito dopo la fine di quello obbligatorio. E non solo. Ogni genitore potrà richiederlo fino ai 14 anni del figlio (prima erano 12), e in caso di malattia dei bambini il diritto all’astensione raddoppia: da 5 a 10 giorni l’anno. Un passo in avanti che, almeno sulla carta, dà un po’ più di respiro.
Poi ci sono altri interventi che mirano a favorire chi cerca di rientrare nel mondo del lavoro dopo un periodo di stop. Per esempio, agevolazioni fino a 8.000 euro per chi assume mamme con almeno tre figli, e la possibilità per i genitori (con tre figli conviventi) di chiedere il passaggio al part-time con priorità. Ah, e per chi viene assunto in sostituzione di un genitore in congedo, il contratto può continuare anche per un po’ dopo il rientro della persona sostituita.
